Ospedali che promuovono Salute

Un ospedale che promuove salute non fornisce solo servizi medici e infermieristici di qualità, ma sviluppa anche un’identità aziendale che abbraccia le finalità della promozione della salute e crea un modello organizzativo e una cultura orientata alla promozione della salute che prevede un ruolo attivo e partecipativo dei pazienti e di tutto il personale ospedaliero.

Un ospedale che promuove salute si trasforma in un ambiente fisico che promuove salute e collabora attivamente all’interno della propria comunità. (Rif. “Budapest Declaration on Health Promoting Hospitals” WHO Budapest, 1991).

"Il concetto di un ospedale come promotore di salute non significa che l'ospedale abbia cambiato la sua funzione principale da quella curativa a quella di promuovere la salute, ma che ha incorporato nelle propria cultura e nel lavoro quotidiano l'idea della promozione della salute del suo personale, dei pazienti e delle loro famiglie" (Mila Garcia Barbero).

Principali obiettivi degli  Ospedali che promuovono Salute (Health promoting hospital and services) sono:

  • attivare un processo finalizzato a sviluppare una cultura della salute accanto a quella curativa tradizionale,
  • promuovere la salute in tutti i "clienti" dell’Ospedale (personale, pazienti, comunità),
  • supportare lo sviluppo di ambienti fisici e sociali favorevoli alla salute coerentemente con quanto indicato nella Carta di Ottawa del 1986, nelle raccomandazioni di Vienna (Euro -WHO 1997) e in tutti gli altri documenti ufficiali dell’OMS che riguardano la promozione della salute e l’assistenza ospedaliera.

Attualmente in Lombardia gli Ospedali sviluppano le loro azioni nell’ambito del Programma regionale Luoghi di Lavoro che Promuovono Salute 

Per saperne di più:

Promozione della Salute nel setting ospedaliero sul sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità
 

Il framework della partecipazione - E. Ripamonti, 2011

La partecipazione che promuove salute -E. Ripamonti, 2010

Il framework della partecipazione

(Documento PDF - 449 KB)

La partecipazione che promuove salute

(Documento PDF - 151 KB)

L’engagement, nell’ambito clinico assistenziale della cronicità, è un concetto sistemico che identifica e qualifica le possibili modalità di relazione che una persona con una domanda di salute/prevenzione, assistenza e/o cura può intrattenere con la sua condizione clinica, il suo caregiver informale (in particolare la famiglia), il professionista sanitario e il team assistenziale nel suo complesso, il contesto organizzativo, il sistema socio-sanitario e il sistema sociale allargato, durante il proprio percorso clinico assistenziale.
L’engagement è in funzione della capacita, della volontà e della scelta graduale delle persone di assumere un ruolo proattivo nella gestione della propria salute.

L’engagement nell’ambito clinico assistenziale della cronicità e un concetto-ombrello che ne articola, sistematizza e include altri, quali adherence, compliance, empowerment, activation, health literacy, shared decision making, activation. L’engagement e un processo complesso che risulta dalla combinazione di diverse dimensioni e fattori di natura individuale, relazionale, organizzativa, sociale, economica e politica che connotano il contesto di vita della persona. (Rif.“Promozione del patient engagement in ambito clinico-assistenziale per le malattie croniche: raccomandazioni dalla prima conferenza di consenso italiana”, in Recenti Prog Med 2017; 108: 455-475)

Il percorso di messa a sistema dell’evoluzione del modello di presa in carico della cronicità anche nelle diverse dimensioni di fragilità, ed in particolare l’obiettivo di assicurare la ricomposizione dei processi erogativi in un unicum per una gestione efficace della malattia cronica, ha posto attenzione alla contestuale definizione di modalità e strumenti per la messa a sistema di efficaci processi di relazione - comunicazione finalizzati a promuovere la centralità e la partecipazione (empowerment) della persona nel proprio percorso sanitario, valorizzandone le scelte consapevoli, le priorità assistenziali, il contesto di vita familiare. A tal fine regione Lombardia è stata co-promotrice, insieme al Centro di Ricerca dell’Università Cattolica dedicato all’Engagement delle persone nei processi di salute (EngageMinds Hub), della prima “Prima Conferenza nazionale di Consenso per il Patient Engagement in ambito preventivo-clinico-assistenziale” che,  con la supervisione metodologica dell’Istituto Superiore di Sanità,  ha attivato una rete multidisciplinare e multi-stakeholder.Alla Conferenza hanno partecipato oltre 100 esperti espressione di 20 tra società medico-scientifiche e associazioni professionali in ambito sanitario, 16 aziende sanitarie, 15 associazioni di pazienti/volontari, in un processo di definizione di Raccomandazioni condivise per la promozione del Patient Engagement e la responsabilizzazione di tutti gli attori in gioco nel percorso assistenziale.   Le Raccomandazioni esitate dalla conferenza di consenso rappresentano pertanto un riferimento scientifico - metodologico per la formazione e l’orientamento dei processi di presa in carico per tutti i professionisti ed i soggetti del Sistema, saranno pertanto sviluppate ulteriori iniziative con il Centro EngageMinds Hub dell’Università Cattolica di Milano, ed in rete con altri stakeholder, per promuoverne la diffusione sostenendo il miglioramento continuo del percorso.

Nell’ambito della “Conference of Partners of the European Innovation Partnership on Active and Healthy Ageing” del febbraio 2018, la Commissione Europea ha allestito uno specifico workshop satellite (“Towards an european consensus on reccomandations for patient engagement” 1st March 2018,) dedicato alla presentazione del nostro percorso di Consenso con l’obiettivo di promuoverne il trasferimento su scala europea.

Il "Centro sostegno donna” dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Santi Paolo e Carlo nasce dall’esperienza congiunta dei Centri di salute e ascolto per le donne immigrate e i loro bambini degli Ospedali San Carlo Borromeo e San Paolo a Milano.

Il centro nasce grazie al contributo di Regione Lombardia e del Dipartimento per la Pari Opportunità integrando altri due centri nati nel 1999 con la connotazione di un servizio multidisciplinare all’interno dei rispettivi Dipartimenti Materno Infantili, per offrire un’assistenza integrata alle donne migranti e ai loro bambini, mediante un approccio transculturale, nel rispetto delle differenze linguistico - culturali.

Con lo scopo sempre di raggiungere le donne di vari paesi,  è stato  prodotto un depliant illustrativo in cinque lingue (oltre l'italiano) che è stato reso disponibile nei vari luoghi in cui più facilmente si è immaginato di intercettare il fenomeno (le varie versioni sono disponibili in allegato).

E' stata inoltre pubblicata una versione  aggiornata del vademecum per gli operatori sanitari, socio sanitari e scolastici sul tema (disponibile in allegato). Il vademecum offre un aggiornamento completo dei dati del fenomeno diviso per provenienza geografica, con particolare attenzione alle differenti modalità con cui si presenta.

In secondo luogo si è realizzato un video diffusivo dello stesso contenuto per poter rendere in maniera più veloce e accessibile il contenuto anche all’interno di contesti educativi (scuole, centri di accoglienza e simili) più difficili da raggiungere con documentazione estesa.

Vademecum per operatori

(Documento PDF - 5,37 MB)

Depliants lingue varie

(Documento compresso - 1,83 MB)

02/08/2018